venerdì, Dicembre 5, 2025

Vitantonio Petrelli

Vitantonio Petrelli
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L’aggressore trionfante

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Se non vi sarà l’unione forte dei deboli, prevarrà sempre la prepotenza dei forti sui deboli, che  saranno costretti a sottomettersi ed essere fagocitati come staterelli satelliti, non padroni della propria identità e del proprio destino. La forza si farà diritto feroce ed il consorzio umano sarà degradato a giungla caotica e crudele, ad un immenso caseggiato carcerario.

Il malaffare planetario

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Nella prospettiva dell’attuale politica internazionale va facendosi strada l’inquietante prospettiva delle nazioni più potenti del pianeta che decidono segretamente di associarsi per una politica di ordine internazionale che tenda a far riconoscere il diritto delle più forti ad assumere il dominio anche dei territori di altri, e ciò finalizzato non ad una pace armoniosa, ma ad un dominio totalizzante

La pace come affare

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Il prodursi della pace nella prospettiva dell’affare ci costringe ad aggiornare il tradizionale concetto di pace giusta ed anche l’antica e nobile demonizzazione della ricchezza e dell’affarismo, nella accezione di potere, imposizione e corruzione

L’Esame di Stato ricusato

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Bisogna dare merito ai "candidati contestatori" di aver utilizzato una falla nella procedura dell'Esame di Stato. Ma chi non accetta di essere esaminato dovrebbe esercitare nella vita un lavoro senza competenze specifiche, o vivere in solitudine senza rapporti con i suoi simili

La pace come resa e sottomissione

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Prima di implorare la pace si guardi anche alla giustizia: sia questa la sua necessaria garanzia. Non vi sia indulgenza verso chi ha aggredito per proprio vantaggio, alimentando il maledetto varco della guerra. Si chieda a lui di deporre le armi o gli si contrapponga una conflittualità equivalente, se la via della ragione condivisa risulta occlusa

La vittoria dell’Ucraina

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L'Ucraina sembra una vittima aggredita da un uomo armato di coltello, alla quale è permesso di difendersi solo schivando i colpi, non disarmando l'aggressore

Pace disarmata e disarmante

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Il nuovo Papa sembra volere di proposito muoversi sul piano degli assoluti ideali, a prescindere dalle ragioni della cruda realtà. La sua è fede incondizionata, che trae linfa dal Vangelo, in cui si afferma che sono i miti che possederanno la terra, ribaltando ogni umano convincimento

Leone XIV, il Papa “prevosto”

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Si intravede in Papa Leone il tono dimesso dell’umiltà, consapevole di sé, capace di sgretolare la durezza della fierezza, smontandola irrevocabilmente, senza dare adito alcuno all’alterigia. Così il ruggito del leone non sarà che il belato dell’agnello, che accetta evangelicamente anche il destino di vittima sacrificale per la redenzione del mondo, ma da  questo impegno non demorde, perché è necessario che l’uomo di oggi capisca e perché non v’è alternativa al suo destino: o capire o perire

Il Papa nella dimensione planetaria

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Il Papa è assurto al compito di essere il sacerdote e mentore universale che assume per l’umanità la custodia e gestione del Punto Omega, la noosfera dei sommi principi razionali ed etici, che garantiscono la dignità e la sopravvivenza dell’uomo

Il pacifismo può frenare il bellicismo?

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La pace va diffusa e difesa, perfino imposta, perché è un valore, come la verità e la giustizia, con essa connesse. Perché anche la pace, senza giustizia, è una resa senza dignità, una condizione umana servile