La protervia del governo israeliano di Benjamin Netanyahu è veramente senza limiti e, insieme ai popoli e ai Paesi confinanti, sta definitivamente uccidendo la democrazia israeliana. L’attacco aereo perpetrato ieri contro la capitale siriana, è l’ennesima dimostrazione che le azioni militari israeliane non hanno niente a che vedere con azioni di autodifesa o di risposta ad aggressioni verso Israele. Esse sono la conseguenza dell’ideologia dominante nel governo israeliano. Un’ideologia espansionistica, che non si fa scrupolo di massacrare bambini e civili innocenti, che si sente superiore a qualsiasi regola o organismo internazionale, che ha sepolto sotto il mito del popolo eletto ogni residuo sentimento di umanità e di tolleranza. E’ una ideologia suprematista, fanaticamente religiosa, intollerante verso qualsivoglia diritto o ragione degli altri.
Mentre a Gaza continuano i massacri quotidiani di civili, di bambini, di operatori sanitari, di giornalisti, mentre ogni giorno in Cisgiordania i coloni israeliani provocano, occupano terre non loro, uccidono i palestinesi con la copertura e la complicità dell’IDF (l’esercito israeliano), mentre i cacciabombardieri con la stella di David continuano a martellare il Libano in barba a tutti gli accordi di tregua, ecco che ora Netanyahu apre il fronte siriano.
La Siria dopo la tragica stagione del regime degli Assad, sta faticosamente cercando di trovare un suo nuovo assetto istituzionale a seguito della presa del potere da parte delle forze di Ahmad Al Sharaa (precedentemente noto come Al Jolani).
Mentre tutto il mondo (con l’eccezione di Russia, Iran e Israele) vuole accompagnare questa difficile transizione siriana, Israele vuole approfittare della situazione per espandere il suo territorio e, pensando di poter mascherare la sua pervicace volontà di sopraffazione, cerca di nascondersi dietro la foglia di fico della necessità di proteggere i Drusi, un’etnia storicamente legata ad Israele ma che, ad esclusione di qualche parte minoritaria, ha sempre espresso la volontà di partecipare alla rinascita siriana.
Purtroppo gli eventi ci travolgono e, in questo momento, mentre sto scrivendo, leggo che l’esercito israeliano, oltre ad aver massacrato altre decine di palestinesi inermi, ha bombardato anche la parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza city, uccidendo alcuni fedeli e ferendo lo stesso parroco, padre Romanelli, a cui Papa Francesco telefonava ogni sera per fargli sentire la sua vicinanza.
E’ ora di dire basta, è ora che tutti i Paesi occidentali a cominciare dal nostro, costringano Israele a fermare i massacri. Sono i Paesi occidentali che con i loro aiuti finanziari, tecnologici e militari, consentono ad Israele di portare avanti queste guerre, questi massacri, questi genocidi. Quindi spetta a noi occidentali, se vogliamo continuare a considerarci non dico democratici ma semplicemente “umani”, interrompere qualsiasi supporto al terrorismo di Stato praticato dal governo di’ Netanyahu.
Riconoscere lo Stato di Palestina, sospendere l’accordo di cooperazione tra la UE e Israele, pretendere il rilascio di tutti gli ostaggi da parte di Hamas, sono le “armi” a nostra disposizione per far ripartire il negoziato per la soluzione dei “due Popoli, due Stati “.
Non si può aspettare oltre!!!