“Oggi le comunità umane sono sempre più polarizzate e lacerate da posizioni estreme, che le frantumano”, mentre “una società è viva se è plurale: sono i ponti fra le sue diverse anime a renderla una società civile”, se attua processi di “guarigione della memoria” come base per la pace e la riconciliazione. Le parole del Santo Padre pronunciate ad Ankara alcuni giorni fa in occasione del recente primo viaggio internazionale, sono chiare ed indirizzate a tutti coloro che siedono nei luoghi del confronto e delle decisioni politiche internazionali. Ma soprattutto hanno accreditato, di fatto, Erdogan nel ruolo di mediatore sia in Ucraina che in Palestina.

In questa situazione, così mutevole e instabile, dove gli interessi economici giocano un ruolo primario in tutti gli scenari critici, per noi diventa sempre più necessario approfondire le questioni in gioco, con le varie connessioni causali e le probabili evoluzioni. Per farlo la lettura ci offre certamente una molteplicità di strumenti di interpretazione e comprensione della realtà contemporanea.

Buona lettura!

Stranieri morali. Guerra e pace tra le culture (Bollati Boringhieri, 2025)
di Milena Santerini

Un viaggio lucido tra i conflitti culturali del nostro tempo quello che leggiamo nelle pagine della pedagogista Milena Santerini, che riesce ad affrontare i temi più caldi e controversi del nostro tempo – guerre, identità, immigrazione, genere, cancel culture, patriarcato, convivenza tra culture – senza cedere al conformismo del pensiero dominante né al facile ribaltamento ideologico, costruendo un percorso di analisi fondato su competenza, buon senso e una lunga esperienza sul campo.

Ci dividiamo oggi volentieri in tribù, ma non ci separiamo in gruppi ostili solo in base alla lingua o alla provenienza etnica: anche le differenze di mentalità ci mettono gli uni contro gli altri e ci rendono «stranieri morali», pur vivendo fianco a fianco. Le culture di guerra contemporanee alimentano i conflitti armati, contrappongono le identità, dividono i sessi, fanno discutere e censurare, stravolgono la storia e spesso cancellano diritti e libertà. Milena Santerini esplora alcuni dei conflitti culturali più evidenti partendo dalla demitizzazione dell’idea stessa di cultura, un concetto mai statico, bensì in continua trasformazione. Oggi, in un mondo sempre più connesso, crescono le emozioni ostili e il disimpegno di attenzione, di cura e di solidarietà. La censura cancella l’altro, percepito troppo spesso come minaccia, e la memoria diventa un campo di battaglia. Mentre mentalità autoritarie pretendono di riaffermare la supremazia bianca, le minoranze oppresse rischiano un wokismo vittimista e intollerante. Emblematico in questo contesto è il confronto maschi/femmine, complicato dal nuovo ruolo delle donne; il rapporto tra sex e gender rappresenta visioni diverse del mondo, ma anche tra i femminismi si affermano sguardi differenti su cosa sia una donna. E mentre gli immigrati sono bersaglio di uno storytelling tossico, di discriminazione ed esclusione, le guerre combattute sul terreno usano armi vere, fatte di metallo, acciaio e sangue. Ma tutte le contrapposizioni affondano le loro radici in un bagaglio culturale che legittima la violenza. Esplorare i territori dell’altro come i propri è dunque l’unica strada per ricomporre le fratture che ci minacciano.

 

Continuate in ciò che è giusto – Storia di Alex Langer (Bompiani 2025)
di Alessandro Raveggi

Alexander Langer è nato a Vipiteno nel 1946, è stato un instancabile promotore del dialogo tra i popoli, pacifista, ecologista, europeista; ha contribuito a fondare il partito dei Verdi italiani, ed è stato eurodeputato.  È morto suicida a 49 anni a Firenze. L’autore ripercorre la sua storia a trent’anni  dalla sua scomparsa, per ricordare un uomo o un profeta che riteneva primario “Liberarsi dalla guerra, dal militarismo, dalla distruzione ecologica, dall’incombere dell’apocalisse civile o militare, non solo per una questione di generosità, ma perché riguarda tutti noi”. Di origini ebraiche ma di formazione cattolica, la sua storia è tratteggiata in un caleidoscopio che ce ne restituisce la ricchezza inquieta, la profonda modernità, l’energia visionaria sempre accompagnata dalla immane fatica di commisurare il sogno alla realtà. “Non siate tristi. Continuate in ciò che era giusto” sono state le sue ultime parole.

 

Autocrazie – Chi sono i dittatori che vogliono governare il mondo (Mondadori 2025)
di Anne Applebaum

Saggista e vincitrice del premio Pulitzer, Anne Applebaum, ci dimostra che uno stato autocratico oggi non è più governato da un uomo solo al vertice, ma da reti sempre più sofisticate, che connettono tra loro strutture finanziarie, servizi di sicurezza – militari, paramilitari e di polizia – di uno o più paesi, ed esperti di tecnologia che forniscono sorveglianza, propaganda e disinformazione. I numerosi membri di queste reti condividono risorse e obiettivi, agendo come un agglomerato di aziende che non hanno in comune l’ideologia, ma una spietata e assoluta determinazione a preservare il proprio potere e la propria personale ricchezza da un nemico comune: il mondo democratico e i suoi valori. Ma l’autocrazia è un sistema politico, non un tratto genetico, e in quanto tale può cambiare: in questo saggio, Anne Applebaum delinea un resoconto allarmante e al contempo lancia un potente appello su come dovremmo organizzarci per salvare la democrazia.

 

La grande incertezza. Navigare le contraddizioni del disordine globale (Mondadori, 2024)
di Natalie Tocci

 L’era della globalizzazione e della cooperazione internazionale è ormai da tempo in declino e vengono ridisegnati gli equilibri e gli squilibri globali. Di fronte a questa crescente incertezza, le nazioni tendono a ritirarsi in se stesse, riemergono i populismi, i conflitti regionali e le ostilità tra le potenze mondiali. Ci muoviamo in uno scenario internazionale di straordinaria complessità, dove cooperazione e competizione si intrecciano in modo inestricabile.

In questo contesto, l’interdipendenza globale, fondata su un intricato sistema di interessi economici e commerciali, da un lato, è fonte di prosperità e pace; dall’altro, genera insicurezza e tensioni crescenti. Sembra non esistere più una semplice dicotomia tra democrazia e autocrazia, ed il mondo aperto al quale eravamo abituati si chiude su se stesso. Attraverso una lucida analisi del passato recente, mette in risalto le profonde contraddizioni che caratterizzano il nostro tempo, invitandoci a riflettere sulle sfide che ci attendono e sulla necessità di imparare a convivere con la complessità del presente: «perché se c’è una cosa certa è che il mondo entrerà sempre più nelle nostre vite, anche quando vorremmo tenerlo fuori».

Caos – La giustizia internazionale sotto attacco (Laterza, 2025)
di Marcello Flores e Emanuela Fronza

Mentre prosegue da oltre un triennio l’aggressione russa all’Ucraina e una tregua precaria sembra sopire il conflitto medio-orientale, una giurista esperta e uno storico della contemporaneità ci offrono un volume che ha lo scopo di fare chiarezza sulla storia, le finalità e la crisi della giustizia penale internazionale. Uno strumento prezioso per chi intenda farsi un’idea e prendere una posizione consapevole nel dibattito sull’utilità della giustizia penale internazionale, sull’appropriata qualificazione dei crimini attribuiti alle parti in conflitto, sul rapporto tra pace e giustizia in un quadro che impone di aggiornare il motto di Luther King “No Peace without Justice, No Justice without Peace”.

Il libro fornisce anche alcune informazioni importanti che possono aiutare ad orientarsi nell’acceso dibattito sull’esatta qualificazione delle condotte di Israele a Gaza, sottraendolo al furore delle contrapposte ideologie. Ci aiutano a comprendere come convivano nella nozione di genocidio una dimensione strettamente giuridica, una dimensione storica ed una forte risonanza emotiva.

Soprattutto però emerge che il dibattito sulla qualificazione dei crimini di Israele è, nella prospettiva del diritto, meno rilevante di quanto suggeriscano i toni accesi del dibattito pubblico perché lo Statuto della Corte penale internazionale non sancisce gerarchie tra il genocidio e gli altri crimini di guerra o contro l’umanità e stabilisce una cornice unica, nell’ambito della quale a fare la differenza sono le concrete modalità della condotta e la gravità delle sue conseguenze; e perché i crimini contro l’umanità annoverano figure come la starvation, lo sterminio, l’apartheid, le sparizioni forzate che, anche sul piano evocativo, possono qualificare adeguatamente certi fatti senza banalizzarli.

Nel contempo, il libro dissolve alcune delle principali obiezioni mosse dai sostenitori della natura non genocidiaria delle condotte israeliane, a partire da quella che fa leva sulla quantità (migliaia e non milioni) dei civili uccisi e sulla circostanza che, nel tempo della reazione, considerata la sua superiorità militare, Israele avrebbe potuto sterminare un numero ben maggiore di palestinesi se davvero avesse inteso distruggere quella entità (laddove la nozione convenzionale si accontenta dell’intenzione di distruzione parziale di «un gruppo nazionale, etnico, razziale religioso»).

Il libro esalta il valore irrinunciabile della giustizia penale internazionale come garanzia della soggezione degli Stati e dei governanti ai principi supremi del diritto umanitario, garanzia di eguaglianza tra occidente e oriente, tra nord e sud del mondo, tra Stati forti e Stati deboli, tra vincitori e vinti.

 

La lobby ebraica – Mito e realtà di un «potere forte» in Italia e nel mondo (Ponte alle grazie, 2025)
di Ferruccio Pinotti

 «Lobby ebraica» è un’espressione che richiama alla mente passate affermazioni. Certamente oggi assistiamo ai fenomeni contrapposti: una crescita dell’antisemitismo da un lato e narrazioni complottiste dall’altro, mentre il peso politico di Israele è evidente. Proprio perciò la questione va indagata in modo rigoroso e documentato. Questo si propone Ferruccio Pinotti, partendo dall’odio secolare verso gli ebrei per arrivare alle attuali condotte dello Stato di Israele. Sempre distinguendo tra fatti e mistificazioni, vengono analizzati i contributi e i rapporti della comunità ebraica nello scenario italiano, dal punto di vista finanziario, politico e culturale, per poi allargare la visuale fino alla politica globale di Israele: le ramificazioni delle sue agenzie di intelligence, le relazioni con gli Stati Uniti, il ruolo dell’intelligenza artificiale e delle criptovalute nel successo della sua economia, per finire con la penetrazione occulta dell’influenza ebraico-israeliana nei media di tutto il mondo. Per la prima volta, viene tracciata una mappa storica e attuale della presenza ebraica nei centri decisionali. Non ne emerge un complotto né un potere monolitico, semmai la capacità di una diaspora antica di costruire reti, di non disperdere il proprio capitale simbolico e materiale.

 

L’anima perduta di Israele (La nave di Teseo, 2025)
di Tahar Ben Jelloun

«Sono nato con il conflitto israelo-palestinese. Per tutta la vita ho seguito i suoi sussulti. Ho letto gli storici, ho ascoltato i poeti. Ho immaginato la pace. Ma è stata un’illusione.»

Tahar Ben Jelloun ripercorre la storia del conflitto israelo-palestinese, traccia le reciproche responsabilità, ma di fronte alla reazione militare israeliana, seguita agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, non esita a usare il termine genocidio. Critica una guerra alimentata dagli interessi personali di Netanyahu e dall’ossessione per l’annientamento del popolo palestinese e  denuncia il silenzio complice di molti Paesi europei invitando a distinguere tra critica al sionismo e antisemitismo. Non si può tacere di fronte a questi crimini, ci ricorda, perché la spirale di odio generata da questa guerra avrà conseguenze, forse, permanenti.

 

I figli dell’odio. La radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina, l’umiliazione dell’Iran (Mondadori, 2025)
di Cecilia Sala 

Gli scenari che ci offre il libro di Cecilia Sala sono: Hebron, dove un gruppo di minorenni ebree innalza uno striscione contro i matrimoni misti; Tulkarem, dove i ragazzini palestinesi appendono ai fucili le foto degli amici uccisi e si preparano a combattere i soldati israeliani; Teheran, dove Abbas piange il cugino impiccato dal regime e prova un misto di terrore ed eccitazione per il grande attacco dello Stato ebraico alla Repubblica islamica.
Il libro è un viaggio che guarda da vicino tre grandi storie che si intrecciano: la radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina e il collasso dell’Asse della resistenza che ha la sua testa a Teheran.
Assistiamo allo scontro generazionale che attraversa ciascuno di questi paesi, divenuto una fratture più rilevanti e meno indagate. Da un coro di voci Cecilia Sala ci restituisce una storia interessantissima per comprendere i conflitti che definiscono il nostro tempo: un ritratto complesso, inedito e profondamente umano di un Medio Oriente in trasformazione.

 

Cisgiordania. Vita all’ombra dell’occupazione (Astarte edizioni, 2025)
di  Andrea Umbrello

 Il libro  racconta la lotta quotidiana di uomini e donne. Dalle restrizioni dell’accesso all’acqua e all’elettricità fino ai checkpoint, dalle detenzioni amministrative al muro di separazione, ostacoli fisici eretti da Israele per la sicurezza, che frammentano le comunità palestinesi, dividendo le famiglie e impedendo l’accesso ai servizi essenziali.

Questo libro è un invito a non dimenticare la Cisgiordania e a meglio comprendere la situazione sui territori.

 

La forza del Vangelo. La fede cristiana in 10 parole (Libreria Editrice Vaticana, 2025)
di Leone XIV (Robert Francis Prevost)

«Cristo, comunione, pace» sono le tre parole scelte da Leone XIV «come avvio di un immaginario dialogo con quanti leggeranno queste pagine», che sono una raccolta di brani dai suoi interventi scritti attraverso parole chiave, sfide attuali del cristiano e del cristianesimo: Cristo, cuore, Chiesa, missione, comunione, pace, poveri, fragilità, giustizia, speranza.

La fede che emerge dal libro non è lo «sforzo titanico di raggiungere un Dio soprannaturale, ma l’accoglienza di Gesù nella nostra vita, orienta il nostro cammino come una stella polare. Il filo rosso che unisce i pensieri del Papa è Sant’Agostino.  «Noi siamo i tempi», diceva il vescovo di Ippona, e questo è l’unico modo per far «brillare nell’oscurità della storia la fiamma viva della pace».

Innumerevoli sono i richiami al silenzio e alla riflessione in un’epoca in cui siamo iperconnessi e distratti, sempre meno inclini al riposo. Corriamo per produrre, per dimostrare, per non perdere terreno. “Ma il Vangelo ci insegna che saperci fermare è un gesto di fiducia che dobbiamo imparare a compiere”.

 

L’ora dei predatori. Il nuovo potere mondiale visto da vicino  (Einaudi, 2025)
di Giuliano da Empoli 

Da New York al Medio Oriente, dal palazzo dell’Onu all’hotel Ritz-Carlton di Riyad, Giuliano da Empoli ci accompagna in una serie di incursioni in territori dove il potere è basato sulla spettacolarizzazione, sull’uso spregiudicato delle informazioni e sulla capacità di generare shock continui. I predatori sono politici spregiudicati, sono titani della tecnologia, il caos è il loro ambiente naturale. Con il gusto sottile del polemista e la lucidità dell’antropologo, Giuliano da Empoli tratteggia un ritratto fulminante dei leader contemporanei, da Trump a Muhammad bin Salman, consegnandoci un’analisi lucida di fatti, interessi e persone.

 

Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale (Solferino, 2025)
di Loretta Napoleoni

Le dinamiche economiche ci influenzano, orientano le nostre vite,  ma i loro processi più oscuri sfuggono alla nostra comprensione. Siamo cittadini e consumatori. Illusi dalle pubblicità e spesso ingannati dai media, mentre partecipiamo in modo inconsapevole al grande gioco dell’economia globale, che muta con rapidità e senza etica. Essere intrappolati nella rete dell’economia canaglia, per l’autore è come essere schiavi di moderne piraterie che agiscono attraverso il traffico di dati, di organi, di persone. L’autrice ci dice che possiamo non essere complici e dobbiamo capire come difenderci. In questo libro-miniera ricco di fatti e aneddoti, interviste e analisi, Loretta Napoleoni descrive un processo lungo decenni, dalla caduta del Muro di Berlino alla costruzione dell’impero economico cinese e di quello finanziario islamico, fino alle criptovalute. Un saggio unico ed esplosivo, aggiornato a una contemporaneità in cui l’economia canaglia trionfa e ci minaccia.

 

Manifesto per un’altra economia e un’altra politica (Feltrinelli, 2025)
di Emanuele Felice

Un manifesto coraggioso e quanto mai necessario per ridisegnare il nostro modello economico e politico, ponendo al centro la giustizia, la sostenibilità e la solidarietà.

In questo tempo di crisi profonde e interconnesse, con l’aumento vertiginoso delle disuguaglianze, la crisi ambientale e climatica, l’instabilità politica e l’insicurezza sociale emerge con forza la necessità di ripensare radicalmente il nostro modello economico e politico. Ma cosa significa davvero costruire una società più giusta? E quali cambiamenti profondi sono indispensabili per realizzarla?

L’autore affronta queste domande con rigore e passione civile, proponendo un’analisi accurata delle radici storiche e strutturali delle crisi che stiamo vivendo; esamina in modo critico i limiti dell’attuale sistema capitalistico, mostrando come le logiche di mercato abbiano progressivamente indebolito la coesione sociale, accentuato le disuguaglianze e reso precario il nostro stesso futuro. Attraverso una visione che unisce economia, storia e filosofia politica, propone soluzioni innovative e concrete per un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo, fondato su equità, solidarietà e rispetto per l’ambiente.

 

Italia senza casa (Laterza, 2025)
di Sarah Gainsforth 

Le città sono diventate inaccessibili per la famiglia media italiana. Le due forme più diffuse di accesso alla casa, la locazione e il mutuo, non funzionano più. O meglio: non funzionano più per chi ha bisogno di una casa da abitare. La casa sembra essere scomparsa dai radar della politica. Non perché manchi, ma perché ha smarrito il suo senso originario di luogo dell’abitare, del progetto di vita, del radicamento, delle relazioni calde e di prossimità. Nel silenzio del dibattito pubblico, la questione abitativa resta relegata a problema privato, da affrontare in solitudine, a seconda delle proprie reti sociali, o da cui restare esclusi del tutto. Eppure, la crisi della casa è il sintomo più evidente di una distorsione sistemica, del resto viviamo in un’economia che trasforma ogni bisogno in merce. Così è tutto fuorché casa: è investimento, asset economico, contenitore turistico, promessa di rendita.
Per questo serve uno sguardo unitario, capace di legare ciò che il mercato disgiunge.

Se la città stessa diventa una merce, il suolo e il patrimonio residenziale pubblico moneta di scambio, oggi è necessario cambiare traiettoria, demercificando la casa. Le soluzioni per tornare ad abitare case e città esistono e sono anche a portata di mano.

 

Smart Roma – come Roma si trasforma in una smart city sostenibile  (Giulio Perrone editore 2025)
di Riccardo Corbucci 

La Capitale è oggi davanti alla sfida storica di diventare una città più intelligente, sostenibile e inclusiva, capace di coniugare la sua millenaria identità con le possibilità offerte dall’innovazione tecnologica. Smart Roma racconta questa trasformazione silenziosa e collaborativa, intrapresa grazie all’impegno politico della squadra guidata dal Sindaco Roberto Gualtieri, agli investimenti del PNRR, del Giubileo e ai progetti sviluppati da istituzioni, imprese e cittadini secondo un modello di Open Innovation.

Il libro presenta i grandi interventi, dalla rete 5G pubblica che abilita i servizi digitali, al catasto digitale delle strade e del patrimonio, fino ai digital twin per la gestione di trasporti, rifiuti, alberature, aree verdi e tanti altri progetti che stanno riconfigurando la modernità della città.

Inoltre evidenzia come l’uso della tecnologia può trasformare una città per essere rispondente ai bisogni collettivi solo se promuove un modello di sviluppo sostenibile, se riduce le disuguaglianze e se coinvolge le persone, rendendole protagoniste di questa trasformazione.

Tra dati, esperienze e visioni, Smart Roma è un viaggio dentro una metropoli che vuole essere sostenibile e capace di offrire nuove opportunità mantenendo viva la sua anima più autentica.

 

 La Cina è un’aragosta. Come sta cambiando il gigante asiatico (Mondadori, 2025)
di Giada Messetti 

Proprio come l’aragosta, la Cina che sta crescendo è costretta ad abbandonare il vecchio carapace e ad aspettare, vulnerabile, che se ne formi uno nuovo. Dunque anche la Cina oggi sta vivendo una fase di cambiamento faticosa e complessa. L’autrice, durante i suoi ultimi viaggi, avvenuti dopo la riapertura delle frontiere, ha incontrato molte persone di diversa provenienza ed estrazione sociale. Ha così potuto verificare sul campo quante cose siano cambiate nella vita quotidiana dei cinesi: dall’atteggiamento dei giovani verso il lavoro e il loro futuro, alla nuova consapevolezza delle donne riguardo la famiglia e il loro ruolo tradizionale, fino alla voglia degli anziani di godersi gli anni della pensione. Le statistiche mostrano l’evoluzione di abitudini e degli stili di vita, come tutti i problemi interni, come l’invecchiamento della popolazione, il rallentamento della crescita, la disoccupazione giovanile e la crisi immobiliare. Perciò tentare di comprenderne le contraddizioni e le sfumature, in questo momento storico di grandi cambiamenti, è davvero cruciale.

 

Perché Taiwan conta-Breve storia di una piccola isola che decide il nostro futuro (Einaudi 2025)
di Kerry Brown

Taiwan è un’isola poco più grande della Sicilia da cui però dipendono in buona parte gli equilibri mondiali. Eppure, Taiwan è tanto importante quanto incompresa. Perché la sua bandiera non sventola alle Nazioni Unite? Perché sul loro passaporto ci troverete scritti due nomi diversi a seconda che parliate inglese o cinese? Perché è così difficile parlare di Taiwan e, soprattutto, così difficile trovare le parole giuste per farlo? Il libro di Kerry Brown è una guida indispensabile per avvicinarsi a una questione complicata, molti dei cui aspetti rimangono per definizione ancora indefiniti e oggetti di aspri dibattiti tra i suoi stessi cittadini. Ed è attraverso questa necessaria ambiguità che avvolge Taiwan che il libro di Brown ci trasporta per capire anche un po’ del nostro futuro.

 

 

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