Il nostro è un tempo denso di incertezze, assistiamo alla fine degli equilibri stabiliti dopo il secondo conflitto mondiale e mentre il caos sembra caratterizzare le relazioni tra le maggiori economie e le diverse aree del globo, la fine del multilateralismo e la nuova conflittualità globale stanno ridisegnando la mappa del potere globale. Di fronte a questa situazione l’Europa appare come una nave nella tempesta perfetta, profondamente divisa di fronte a sfide senza precedenti, alle quali invece è necessario dare risposte all’altezza della situazione. Non essere in grado di condividere nuovi obiettivi comuni ci pone di fronte al rischio di un progressivo indebolimento della visione futura dell’Unione Europea.
I testi che vi proponiamo contribuiscono a svelare i processi politici, i retroscena e le poste in gioco degli ultimi tre anni, quelli che hanno cambiato radicalmente l’Europa e ci mostrano come l’obiettivo finale di una federazione politica non sia più soltanto un’idea utopistica, ma un progetto politico ragionevole, una necessità ineludibile per 450 milioni di europei. E poi c’è la fragilità del nostro Paese, il nuovo vento conservatore che spira in tutto il mondo ed il nuovo protagonismo aggressivo degli USA.
Buona lettura!
Europa sovrana – Le tre sfide di un mondo nuovo (Laterza 2024)
di Paolo Guerrieri – Pier Carlo Padoan
Negli ultimi anni l’Unione Europea è stata coinvolta in sfide senza precedenti. Ostacoli imprevisti e scardinamento degli equilibri chiedono risposte equilibrate e decise. Di fronte a ciò, I compiti che attendono l’Unione riguardano primariamente il rilancio di una crescita economica sostenibile e la definizione di una posizione di sovranità e autonomia strategica per poter, finalmente, influire sulle vicende internazionali e sulla competizione con USA e Cina. Parallelamente è necessario avviare una profonda ristrutturazione e un rinnovamento dell’architettura di governance degli apparati per favorire una maggiore integrazione. Il volume fornisce un quadro dettagliato della storia mondiale degli ultimi settanta anni, da Bretton Woods fino alla pandemia da Covid-19 e alla guerra in Ucraina, approfondendo così lo stesso scenario alla base dell’evoluzione dell’integrazione europea. Gli autori poi indicano quali dovrebbero essere gli obiettivi principali che l’Unione europea deve perseguire per tornare a esercitare la propria leadership sulla scena internazionale. Per rilanciare l’economia europea dopo la crisi energetica e l’acuirsi dei conflitti geopolitici, la ricetta è quella di guardare alla domanda interna e al mercato unico. E proprio a un mercato interno che conta 447 milioni di consumatori si rivolge la strategia comunitaria del green Deal e della transizione digitale: crescita verde e diffusione delle tecnologie digitali, insieme alla fornitura dei servizi connessi, sono la strada per trovare il sentiero della crescita anche al riparo da shock esterni. Fondamentali dovranno essere gli investimenti, affiancati da riforme strutturali, mettere a punto un’autonomia strategica che consenta di esercitare «una funzione stabilizzante e inclusiva a livello internazionale e sulla governance globale». “L’Europa nel nuovo mondo” per definire una posizione di sovranità non può prescindere dall’investire in sicurezza per evitare di continuare a dipendere dagli USA. Infine gli autori prospettano la necessità di un’Unione plurale, una sorta di Unione à la carte su una base comune di politiche e di un sistema istituzionale che tutti riconoscono e a cui tutti partecipano. Cambiare per non morire. Come, se pur con modalità diffidenti, ha detto di recente l’ex governatore della BCE Mario Draghi e come nel suo rapporto sul mercato interno ha scritto l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta.
Salviamo L’Europa: Otto parole per descrivere il futuro (Marinetti 1820, 2024)
di Michele Bellini – Prefazione a cura del Presidente Enrico Letta
L’Unione Europea è una comunità di destino al bivio della Storia, chiamata a scegliere tra
integrazione o disgregazione, tra un futuro comune o nessun futuro. L’autore analizza il momento cruciale, descrive le principali problematiche che attanagliano l’Unione Europea e delinea al contempo alcune proposte per rilanciare il processo di integrazione verso la prospettiva descritta nella Dichiarazione Schuman. Il libro si basa sull’analisi di otto parole: Geopolitica, Allargamento, Sovranità, Democrazia, Sostenibilità, Immigrazione, Convergenza e Tecnologia. Una sorta di un vademecum per orientarsi nello scenario attuale. Emerge dall’analisi che il processo d’integrazione ha indubbiamente intrattenuto un rapporto ambiguo con il concetto di “potenza”; se da un lato è stata l’assenza stessa di una postura da potenza globale del Vecchio Continente a permettere l’avvio del percorso politico delineato da Robert Schuman, dall’altro non si può negare l’utilità geopolitica rivestita dal progetto europeo per gli Stati Uniti, la vera superpotenza mondiale. Oggi che il processo di erosione di quell’equilibrio costruito sui pilastri del multilateralismo, della globalizzazione e dell’indiscussa superiorità militare degli Stati Uniti, si accompagna con il graduale disimpegno americano e l’affermarsi di nuove potenze globali, siamo disorientati. Ma la crisi energetica, l’invasione dell’Ucraina, la destabilizzazione di Nord Africa e Medio Oriente e l’allargamento della sfera d’influenza cinese rappresentano solo alcuni dei fenomeni che stanno portando il concetto di sicurezza in cima alle priorità dell’Unione per la prima volta. L’interdipendenza economica nata nel contesto della globalizzazione si sta oggi trasformando da opportunità di crescita e pace a mezzo offensivo (c.d. weaponized interdependence) per quei Paesi fortemente dipendenti dall’importazione di materie prime e da lunghe filiere produttive. Sempre sul tema della dipendenza, l’autore affronta l’altra questione in questi giorni dirimente: la difesa comune. Per tutto l’arco della Guerra Fredda e fino ai giorni nostri, la deterrenza militare garantita da Washington per le proprie esigenze strategiche ha reso l’Unione incapace di provvedere autonomamente alla propria sicurezza. L’esercito europeo sembra essere un’esigenza strategica per l’UE. In quest’ottica Michele Bellini reputa necessario costituire quanto prima un procurement militare standardizzato con cui diminuire i centri di costo. In sintesi: spendere meglio insieme per spendere e meno, coinvolgendo in questo settore anche il comparto della ricerca e dell’innovazione. Insomma per l’autore il rilancio dell’UE deve avvenire su tre binari: difesa, digitalizzazione e decarbonizzazione, mentre solo nuovi processi di partecipazione democratica e di welfare riusciranno ad incidere sulla concretezza delle esperienze di vita dei cittadini. “L’unificazione europea è come la bicicletta: o pedali e vai avanti oppure ti fermi e quindi cadi”, riassume perfettamente l’invito lanciato dall’autore a proseguire il processo di integrazione politica dell’Unione quale strada maestra per il conseguimento del benessere collettivo.
Il dovere della speranza – Le guerre, il disordine mondiale, la crisi dell’Europa e i dilemmi dell’Italia (Rizzoli 2024)
Romano Prodi dialoga con Massimo Giannini
Romano Prodi resta una delle voci più ferme e lucide della vita pubblica italiana ed in questo libro, dove dialoga in maniera serrata con Giannini, ci dà una ulteriore conferma di ciò. Affronta il tema dei rapporti con i potenti, con la necessità di tenere sempre ferme le proprie ragioni. “Sono tutti buoni a parlare con san Francesco, il problema è quando devi parlare con il lupo.” La vera questione che viene affrontata nel dialogo è la perdita di orizzonti sui grandi problemi che affliggono le democrazie. Custodire e promuovere “il dovere della speranza” vuol dire non arrendersi alla progressiva evanescenza europea, significa continuare a credere in una politica internazionale che non sia solo uno strumento dottrinario di rese dei conti. Mentre è necessario salvare le conquiste che hanno reso l’Europa la terra dei diritti e delle libertà solidali, bisogna essere consapevoli che vanno affrontati nodi conflittuali che oggi ci imbrigliano: autocrazie contro democrazie, civiltà contro barbarie, divisioni interne all’Europa, rinascita di nazionalismi e del populismo, gli scenari in medio Oriente e quelli nell’est Europa, insomma tutte le grandi questioni che rischiano di polverizzare il lungo lavoro di costruzione politica della pace. Non è la forza a poter fare bene, ma il lavoro costante e saggio.
Nazione Europa – Perché la ricetta sovranista è destinata alla sconfitta (Piemme 2024)
di Claudio Tito – Prefazione di Paolo Gentiloni e Postfazione di Maurizio Molinari
I recenti accadimenti sembrano avere dato una scossa all’Unione, a conferma di quanto sosteneva Jean Monnet nell’affermare che «L’Europa sarà forgiata nelle crisi». L’abbiamo visto durante la pandemia, poi con le conseguenti gravi difficoltà economiche e poi con la guerra in Ucraina. L’UE, forse più per necessità che per scelta, ha accettato la formazione di debito comune con il Recovery fund, ha agito coesa in ambito sanitario con gli acquisti collettivi dei vaccini, ha inserito elementi sovranazionali di organizzazione della Difesa soprattutto con la condivisione degli aiuti militari all’Ucraina. Ma è indubbio che questi sviluppi hanno segnato una strada senza ritorno. Il rischio però di un ritorno agli steccati nazionali è ancora forte. Ma se da un lato la retorica sovranista è un efficace strumento di propaganda per le destre, dall’altro le sue ricette si rivelano impraticabili al governo. Perché alla fine tutti devono fare i conti con l’irreversibilità del processo comunitario e l’Europa andrà trasformata in una nazione per poter competere on gli altri giganti del mondo.
Governare la fragilità – Istituzioni, sicurezza nazionale, competitività (Mondadori 2025)
di Roberto Garofoli e Bernardo Giorgio Mattarella
L’Italia è certamente un Paese con importanti punti di forza, tuttavia continua a mostrare fragilità che, oggi più che mai, rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza nazionale, la competitività, i livelli di benessere. Le guerre, gli squilibri geopolitici, la frammentazione dell’economia globale, le grandi transizioni in atto – digitale e ambientale – hanno mutato profondamente lo scenario, amplificando gli effetti di alcune storiche debolezze del Paese. Se alcuni divari rispetto ad altre aree del mondo esigono misure europee, ancor più urgenti dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, altri vanno governati a livello nazionale con nuove politiche. Alcune sono state messe a punto, in particolare con il Pnrr, altre vanno definite. Tutte richiedono, però, un tempo di attuazione spesso più lungo di quello «della politica e dei governi». E’ in questa prospettiva che gli autori mettono in luce quanto sia decisivo avere un sistema di governo rafforzato e una macchina amministrativa più efficiente, all’altezza delle sfide da condurre e in grado di dare continuità alle riforme necessarie. Guidano la riflessione tutti i principali settori da cui dipendono sicurezza e competitività: la politica estera, per consolidare la grande vocazione italiana all’export, attrarre investimenti, importare materie prime strategiche; le politiche energetiche, per ridurre la dipendenza dall’estero, oltre che i prezzi, tra i più alti in Europa; le misure per l’approvvigionamento idrico, indifferibili a fronte di sprechi di acqua non più tollerabili; la difesa e sicurezza nazionale, per fronteggiare le crescenti minacce; le politiche per il sistema industriale, comprese quelle volte a regolare il rapporto tra Stato e mercato, a coinvolgere i privati nella realizzazione delle infrastrutture critiche, a proteggere gli asset strategici del Paese; le politiche economiche, dirette fra l’altro a rafforzare il contrasto all’evasione e a razionalizzare la spesa pubblica; le politiche educative, ancor più essenziali in una fase in cui i lavori cambiano repentinamente.
Il tramonto italiano – Come un paese si avvia alla disgregazione (Neri Pozza 2024)
di Francesco Sisci
L’interesse principale di questo saggio è il tentativo di recuperare il bandolo della matassa della crisi italiana partendo dal mondo e dalla fase di incertezza e di rimodellamento delle relazioni internazionali per poi proiettare su questo fondale una idea possibile di Italia, quell’idea che oggi la classe politica non riesce più a produrre. La prima parte del volume analizza i caratteri distintivi della debole identità politica nazionale, sottolineando come tutti i momenti cruciali che ne hanno determinato la sua costruzione e, successivamente, il relativo rafforzamento, hanno sempre coinciso con una capacità di lettura di mutevoli contesti internazionali da parte di leadership dotate di flessibilità e di raffinate competenze diplomatiche. Poi affronta la connessione storica fra identità politica italiana, contesto internazionale e dimensione politica della presenza della Chiesa, in Italia e soprattutto nel mondo. La seconda parte del saggio è dedicata alla attualità di un possibile “tramonto italiano”, reso evidente dall’accumularsi di fenomeni di sfaldamento sociale e di fratture storiche. Pensa prima di tutto ai divari territoriali ed al debito pubblico, che potrebbero trovare un catalizzatore e precipitare in una crisi più repentina e drastica di quanto non venga percepito dall’opinione diffusa. Affronta poi la Guerra in Ucraina e la crisi mediorientale che stanno segnando – nel mondo euromediterraneo – la fine degli equilibri assestatisi nel primo trentennio del post-guerra fredda e caratterizzando l’apertura di una nuova fase negli equilibri internazionali. In questo contesto, la crisi italiana oggi appare aperta a nuove correnti di influenza ed esposta a nuovi rischi, poiché vecchi e nuovi attori della scena euromediterranea guardano alle nostre tensioni interne secondo coordinate che alla nostra classe politica appaiono sfocate, se non prive di rilevanza e interesse. Secondo Sisci l’agenda politica va riclassificata partendo da una lettura dei grandi conflitti globali, dai rapporti con i principali protagonisti continentali (Francia, Germania, UK), sia nella veste di Unione sovranazionale in fieri: nessuna idea di Italia potrà mai concepirsi al di fuori di un rapporto collaborativo e creativo con questi soggetti, oggi più che mai interdipendenti, fra loro e con il resto del mondo.
Il vento conservatore – La destra populista all’attacco della democrazia (Laterza 2021)
di Giorgia Serughetti
Dal secondo dopoguerra si sono ottenuti risultati straordinari a difesa dell’inclusione democratica. Eppure oggi spira in direzione contraria un vento conservatore la cui origine è da ricercare in altri processi che il Novecento ha innescato: dalla deregolamentazione dell’economia all’ideologia dell’individualismo competitivo. Questo libro propone una lettura originale che mette insieme la crisi dell’ordine neoliberale, evidenziata anche dalla catastrofe planetaria della pandemia, e l’avanzata di progetti politici di segno antiegualitario e autoritario. I leader della destra radicale populista devono il loro successo alla promessa di proteggere le “maggioranze silenziose”; dei loro paesi dai sentimenti di insicurezza e spaesamento indotti dalle dinamiche dell’economia. Non offrono però, in risposta, ricette redistributive contro la crescita delle diseguaglianze. Piuttosto, fanno appello all’identità nazionale, etnica, religiosa o sessuale, ergendosi a difesa dei “nativi”; contro gli stranieri e della famiglia “tradizionale”; contro nuovi modelli di vita affettiva. Le destre radicali minacciano di acquisire nuova forza nell’incertezza generata dalla crisi pandemica e la risposta delle forze progressiste potrà passare solo attraverso una rinnovata lotta contro ogni forma di diseguaglianza.
Il suicidio della pace – Perché l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024) (Raffaello Cortina Editore, 2025)
di Alessandro Colombo
Dopo quasi quarant’anni dalla fine della Guerra fredda, la guerra è tornata dalla periferia al centro del sistema internazionale, costringendo l’Europa e il mondo a confrontarsi persino con il rischio di uno scontro diretto tra grandi potenze. Assistiamo increduli e preoccupati a questo disincanto che rappresenta collasso dell’ordine internazionale: un collasso che investe i rapporti diplomatici, le istituzioni internazionali, la globalizzazione economica e le norme fondamentali della convivenza internazionale – a cominciare da quelle sull’uso e sui limiti dell’uso della forza. In questo scenario è forte l’urgenza di chiedersi come sia stato possibile ricadere in questa condizione rinunciando a contrapporre una visione aperta ed ottimistica a una regressione nella chiusura e nel risentimento. Al tempo stesso è evidente come la condizione attuale sia in larga parte figlia degli errori che l’ordine internazionale liberale ha accumulato già a partire dalla sua fondazione.
Ipnocrazia – Trump, Musk e la nuova architettura della realtà (Tlon, 2025)
di Janwei Xun
Abitiamo un nuovo regime che manipola la percezione, trasformando radicalmente il nostro rapporto con la realtà. Figure come Donald Trump ed Elon Musk sono i “sacerdoti” del nuovo paradigma. Insieme modulano i desideri, riscrivono le aspettative, colonizzano l’inconscio. Nel suo libro d’esordio, Jianwei Xun, filosofo e teorico dei media, nel dirci che l’era dell’Ipnocrazia è in pieno svolgimento, ci mostra i meccanismi che regolano la nostra epoca di «narrazioni ipnotiche», svelando come il potere non agisca mediante l’oppressione ma attraverso le storie che consumiamo, condividiamo e a cui crediamo. Introducendo concetti originali come l’“edging algoritmico” e la “resistenza oscura”, l’autore ci offre gli strumenti per navigare tra sistemi di realtà diversi e attraversare consapevolmente gli stati alterati mantenendo un nucleo di presenza critica. Ipnocrazia è una mappa per orientarsi nel territorio confuso e affascinante della contemporaneità, per scoprire nuovi modi per disertarlo, abitarlo e sabotarlo.
L’impero colpisce ancora
di Noam Chomsky, Nathan J. Robinson (Ponte alle grazie 2024)
Perché gli Stati Uniti vengono considerati baluardo di libertà e civiltà, quando la sua storia potrebbe sembrare quella di un paese terrorista? Questa è la domanda che si pongono gli autori attraverso l’analisi storica che dalla deposizione di scomodi governi stranieri al sostegno alle dittature più repressive del mondo, dalla palese indifferenza verso il diritto internazionale alle guerre arbitrarie dalle catastrofiche conseguenze umanitarie, configura un Paese dicotomico. Ripercorrendo la politica estera americana, gli autori da un lato raccontano in modo inequivocabile una storia di violenze e arbitri; dall’altro mettono in luce come questo cinico esercizio del potere sia sempre stato oscurato da una mitologia di autoesaltazione che vuole gli Stati Uniti come una nazione mossa da idealismo e innocenza.
Ora che l’umanità ha dinanzi a sé gravi crisi che minacciano il futuro della specie: la catastrofe climatica e una possibile guerra nucleare, il comportamento che ci si attende dagli Stati Uniti dovrebbe essere all’altezza delle responsabilità morali dello Stato più potente nella fase più pericolosa della storia.
Dentro il grande gioco – Orientarsi nel caos degli equilibri internazionali. Fra Storia, guerre e scenari futuri (Rizzoli 2025)
di Emilio Mola
Immaginate di essere in coda al semaforo: davanti a voi il rosso che sembra eterno; dietro una colonna di macchine impazienti. Poi il verde: un attimo di esitazione e i clacson esplodono, ricordandovi che il mondo non aspetta. Questo, in fondo, è il “Grande Gioco”: equilibri precari, meccanismi invisibili, una rete di eventi che si intrecciano e che determinano la nostra realtà, in modi spesso imprevedibili. Le pagine di questo libro provano a farci capire il modo in cui davvero “funziona”; il mondo, o meglio il grande gioco della politica internazionale. Ed è proprio da qui che parte Emilio Mola, uno dei commentatori politici più seguiti sia in rete sia con il podcast quotidiano Daily Five, per analizzare con il suo tipico taglio divulgativo i fronti più delicati del nuovo disordine mondiale: dagli Stati Uniti alla Cina, con Taiwan come potenziale terreno di uno scontro micidiale; dal complicatissimo mosaico del Medio Oriente a quello africano, fino all’incerto futuro europeo. Un manuale di istruzioni per capire come mai “certe cose accadono e altre no e come potrebbero muoversi in futuro gli Stati sullo scacchiere internazionale”. Un modo per comprendere la grande gioco della geopolitica.



