Il Forum Disuguaglianze Diversità, in concomitanza con le elezioni europee, propone un piccolo volume scritto a più mani e con la curatela di Elena Granaglia e Gloria Riva, dal titolo “Quale Europa. Capire, discutere, scegliere” (Donzelli Editore). 

Al suo interno sono pubblicati tredici contributi, di altrettanti autori e autrici, su alcuni dei temi più importanti attraverso i quali disegnare un’Europa di giustizia sociale e ambientale. Nello specifico: Istituzioni (Gloria Riva), Macroeconomia (Francesco Saraceno), Risorse finanziarie (Vieri Ceriani), Disuguaglianze (Salvatore Morelli), Coesione (Fabrizio Barca e Sabina De Luca), Welfare (Elena Granaglia), Salute (Massimo Florio), Crisi climatica (Vittorio Cogliati Dezza e Rossella Muroni), Governo d’impresa (Lorenzo Sacconi), Tecnologia digitale (Giorgio Resta), Equità di genere (Carola Carazzone e Lella Palladino), Migrazioni (Marco De Ponte), Europa-mondo (Ugo Pagano).

Inoltre vengono formulate alcune specifiche proposte, affinché l’Europa possa essere davvero un luogo di promozione del welfare universale, dove la conoscenza e i dati siano accessibili e a disposizione delle comunità, dove la trasformazione ecologica sia accelerata nell’interesse prima di tutto dei più vulnerabili per realizzare un modo più giusto di vita e di lavoro e dove politiche pubbliche e governo siano democratizzati. Un’Europa che prenda consapevolezza del proprio ruolo fondamentale nei processi migratori e che agisca come costruttore di cooperazione e pace.

Si tratta di proposte concrete, come quella di realizzare, in tema di salute pubblica, una infrastruttura pubblica a scala europea per ricerca, produzione, distribuzione di farmaci, vaccini e altri beni e di servizi biomedici basati sulla conoscenza.

In tema di migrazione, la proposta riguarda il superamento dei gravi limiti delle politiche definite nel nuovo Patto Migranti che consolida la pratica dell’”esternalizzazione delle frontiere”, mentre andrebbero garantiti i diritti dei migranti e la coerenza tra le politiche migratorie, le pratiche di rimpatrio e la spesa per la cooperazione internazionale, anche potenziando i processi di adattamento alla transizione climatica.

Viene suggerita, in fatto di pari opportunità, la proposta di integrare in ogni politica europea attenzione e contrasto di ogni discriminazione di genere e realizzare strategie di valorizzazione delle singole persone attraverso una ampia la formazione sugli stereotipi impliciti e la certificazione di competenze di genere.

Sui temi finanziari, il Forum propone di accelerare la crescita delle risorse proprie nel finanziamento del bilancio e avviare un processo di revisione dei Trattati che dia maggiore ruolo al Parlamento Europeo, renda ordinaria la raccolta finanziaria dell’UE sui mercati finanziari, e restringa l’ambito di applicazione del principio di unanimità in Consiglio Europeo.

Infine, si propone di ridare forza al mandato della coesione attraverso il metodo di politica pubblica “sensibile alle persone nei luoghi”, che combina verificabili missioni strategiche, forte discrezionalità e partecipazione pubblica nell’attuazione e processi di apprendimento continui attraverso monitoraggio e valutazione.

E’ evidente che il libro intende ricordare alla politica che è necessario ritrovare il coraggio di restituire centralità ai contenuti e parlare di cose concrete, non solo per essere più credibile ma per recuperare lo strappo tra politica e società e per fare ritrovare alle persone l’utilità di partecipare al voto.

 

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