“Abbiamo lavorato a questo decreto nella consapevolezza che c’è un Paese in grande difficoltà, c’è una comunità di donne, di persone, in grande sofferenza e la manovra per fronteggiare questa fase di emergenza è una manovra che contiene però anche delle premesse perché questa fase di ripartenza possa già concretizzare una prospettiva di ripresa economica e sociale”. Ha aperto così il Presidente Conte la conferenza stampa di presentazione del nuovo “Decreto Rilancio”, terzo pacchetto di misure (dopo “Cura Italia” e “Decreto Liquidità” per dare sostegno alle imprese, alle famiglie, alla scuola, all’università, alla ricerca, al mondo della disabilità, al sistema sanitario, alle forze dell’ordine, al mondo dello sport, al turismo, al settore edilizio.

Complessivamente saranno 55 miliardi che saranno messi in campo dall’Esecutivo: 25,6 miliardi per i lavoratori, 15-16 per le aziende, 3,25 miliardi alla sanità, 1,4 miliardi a università e ricerca, 2 miliardi per il turismo; nonché un taglio di 4 miliardi di tasse.

DL Rilancio: prorogata Cig, ok regolarizzazione lavoratori irregolari

Il Decreto prevede innanzitutto il prolungamento della Cassa integrazione in deroga di ulteriori 9 settimane, che le imprese potranno richiedere fino a ottobre e che saranno gestite direttamente dall’Inps, saltando il passaggio con le Regioni. Lo prevede la norma frutto dell’accordo con i governatori per accelerare l’erogazione del beneficio: l’impresa farà domanda direttamente all’Insp che, in 15 giorni dall’arrivo dell’istanza, erogherà un anticipo dell’assegno del 40%. Inoltre, la bozza della manovra istituisce un fondo di garanzia per spingere l’anticipazione della cassa integrazione da parte delle banche. I criteri saranno normati dal Ministero del Lavoro, Abi e parti sociali entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Il blocco dei licenziamenti sale da due a cinque mesi, la Naspi e la disoccupazione dei collaboratori vengono prorogate di altri due.

Accordo trovato anche sul capitolo regolarizzazione degli immigrati: “Voglio sottolineare un punto per me fondamentale, l’emersione dei rapporti di lavoro. Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili”, ha dichiarato la ministra per le Politiche Agricole Teresa Bellanova. “Da oggi possiamo dire che lo Stato è più forte del caporalato”. “Il settore agroalimentare ha una dotazione specifica: abbiamo destinato 1 miliardo e 150 milioni di euro per sostenere la filiera agricola. Gli interventi saranno finalizzati ai settori che hanno più sofferto, il florovivaismo, gli agriturismi, la filiera del vino”, ha aggiunto.

16 miliardi per le imprese, pacchetto turismo e sostegno alle famiglie

Alle imprese saranno destinati circa 16 miliardi, che verranno erogati in varie forme dalle più piccole fino alla possibilità di capitalizzare le più grandi. Verrà tolta la rata dell’IRAP di giugno e saranno tagliati 4 miliardi di tasse per tutte le aziende fino a 250 milioni di fatturato. Viene eliminata anche la prima rata dell’IMU per gli alberghi e gli stabilimenti balneari. Bar e ristoranti non dovranno dovranno pagare la Tosap, il canone per l’occupazione del suolo pubblico.

All’interno del “corposo” pacchetto turismo, trova spazio un tax credit “fino a 500 euro per tutte le famiglie con Isee inferiore a 40mila euro” da spendere per le vacanze in Italia. Sempre per quanto riguarda le misure di sostegno alle famiglie, per chi non lo ha utilizzato, il bonus baby sitter verrà raddoppiato, passando da 600 euro a 1.200 per tutto il 2020. Il bonus potrà essere usato anche per pagare centri estivi e centri infanzia che il governo sta allestendo in collaborazione con l’ANCI grazie a un fondo di 150 milioni di euro. Previsti anche congedi parentali fino a 30 giorni nel settore privato e un fondo per le persone non autosufficienti pari a 90 milioni di euro. Via anche al reddito di emergenza per due mesi e che andrà da 400 a 800 euro per famiglia, destinato a soggetti che hanno un Isee al di sotto dei 15.000 euro e che non beneficiano già di altri assegni di sostegno simili (come reddito e pensione di cittadinanza).

Decreto rilancio: le misure per gli autonomi

Rispetto ad altre categorie, gli autonomi sentono di più la crisi innescata dal coronavirus. “Sono un settore in grande sofferenza”, ha ammesso ieri il premier Giuseppe Conte. In molti casi sono ancora fermi e aspettano di sapere se il 18 maggio potranno ricominciare a riaprire. Di fronte a questo scenario era immaginabile che i lavoratori autonomi fossero i maggiori beneficiari del bonus da 600 euro. Ora, con il decreto rilancio, chi ha usufruito dell’indennità a marzo potrà incassarla automaticamente anche ad aprile. A maggio, invece, il contributo salirà a mille euro in favore di coloro che autocertificheranno di aver subito un calo di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020, rispetto a quello dello scorso anno. 1000 euro andranno ai co.co.co. iscritti alla gestione separata, non titolari di pensione e senza altre forme previdenziali obbligatorie, agli autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, gli artigiani e i commercianti, così come agli stagionali del turismo senza altre tutele. Il bonus resta di 600 euro per gli stagionali degli stabilimenti termali, per i lavoratori in somministrazione, gli intermittenti e gli operatori dello spettacolo. Secondo l’ultima bozza del provvedimento, per i lavoratori agricoli il bonus ad aprile scenderà a 500 euro.

“Per gli autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni separate Inps arriveranno 600 euro subito, perché saranno dati a chi ne ha già beneficiato. Spero possano arrivare nelle prossime ore, quando il decreto andrà in Gazzetta ufficiale, poi ci riserviamo di integrarli con un ristoro fino a 1000 euro”. “Dobbiamo semplificare e fare in modo che arrivino in modo semplice, rapido, veloce” le risorse stanziate. “Abbiamo pagato l’85% di cassa integrazione, quasi 80% di bonus autonomi, misure per 4,6 milioni di lavoratori. Abbiamo lavorato per rendere meno farraginosi i passaggi e confidiamo di recuperare il tempo perduto, avendo snellito la procedura”.

Risorse per la sanità, la scuola, università e ricerca

Il Decreto rilancio stanzia ulteriori risorse per la sanità, che saranno di 3,25 miliardi di euro. Il Presidente Conte ha dichiarato che è prevista l’assunzione di 9.600 infermieri e l’aumento del 115 per cento dei posti in terapia intensiva. Il Ministro della Sanità, Roberto Speranza, ha detto che 240 milioni del fondo serviranno per nuove assunzioni, 190 milioni saranno utilizzati per incentivi ai medici. Sarà istituito anche un fondo per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità, da 40 milioni di euro.

Per quanto concerne il capitolo scuola e università, che Conte ha confermato essere “al centro dell’azione di governo”, saranno stanziati 1,45 miliardi di euro in due anni per garantire “il rientro in piena sicurezza a settembre, la digitalizzazione, gli esami di maturità in presenza in sicurezza”. Verranno assunti 16mila nuovi insegnanti e 4000 ricercatori.

Si moltiplicano, infine, gli incentivi green, da quelli per la mobilità (500 euro per bici e monopattini) al rafforzamento di ecobonus e sismabonus, al 110% se i lavori consentiranno un salto di due classi di efficienza. Per la mobilità arrivano anche rimborsi degli abbonamenti ai mezzi pubblici e fondi per le aziende del trasporto locale.

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