L’affollato convegno organizzato a Roma, nella capiente sala dell’hotel Parco dei Principi, da Alessandro Onorato, l’Assessore ai grandi eventi del Comune, ha visto un parterre di rilievo, sia sul palco che in platea. A parlare sindaci ed amministratori tra cui i Sindaci di Genova, Salis, di Napoli Gaetano Manfredi e di Udine De Toni; in prima fila Conte, Bonaccini, Gualtieri e l’immancabile Bettini.

Due i messaggi principali sostenuti da tutti gli oratori. Il primo: si parte dagli amministratori e si cammina tutti insieme. Il secondo: meno formule e più contenuti concreti. Sono entrambi propositi ovvi, anche se non scontati e, in pratica, spesso contraddetti. Quando, però, sono riproposti da nuovi protagonisti e nuove aggregazioni riacquistano interesse e mettono in moto aspettative. A cominciare da quelle dei molti presenti: un mix di borghesia e popolo… ceto medio urbano; ma, non… ztl! Uno
spaccato di Italia vera, ha detto Manfredi. Quella che produce per il Paese più di quanto riceve in retribuzione e servizi.

I temi, perciò, sono quelli del vivere quotidiano: lavoro, salario, casa, salute. I dati sull’occupazione sono in crescita, ma come ha ricordato Salis, a proposito del lavoro femminile, siamo ancora distanti dall’Europa; così come per le retribuzioni. In Italia manca un piano casa che affronti la drammatica emergenza abitativa che attanaglia tutte le città e i tempi di attesa per gli esami medici sono troppo lunghi. Concentrarsi su questi temi è la condizione per riprendere un dialogo con la stragrande maggioranza della popolazione, sempre più disillusa; distaccata dalla politica e che protesta come può: svuotando le urne. Dialogo asfittico e spesso interrotto; rispetto al quale, dicono tutti i relatori, ma in particolare Onorato, i partiti non bastano e le liste civiche sono la risposta.

Gualtieri riporta al centro l’Amministrazione, rispetto alla quale le civiche aiutano, ma il Sindaco è espressione di tutti i cittadini, partiti compresi. De Toni, il Sindaco di Udine, va oltre e afferma che la risposta non deve restare dentro i confini della rappresentanza politica, di cui partiti e liste civiche sono comunque espressione, ma sta in un sistema di
governo fondato sulla partecipazione “comunitaria”. La “felicità” pubblica (ambiguo, ma al tempo stesso, affascinante obiettivo!) si persegue governando non solo con i partiti, non solo con le liste civiche, ma, soprattutto, allargando le responsabilità alla società nel suo insieme: le associazioni d’impresa, culturali, religiose. Un’architettura ambiziosa, ma in grado di aprirsi a tutti, in particolare ai giovani (presenti in sala in percentuali più confortanti delle abituali riunioni politiche).

Lo sguardo di tutti è già rivolto alle politiche. La strada è ancora lunga e dobbiamo attenderci molte iniziative analoghe nei prossimi mesi, prima che una risposta appaia convincente e definitiva. Il centro sinistra esce stressato da questi anni di opposizione, ma finalmente cosciente della necessità di cambiare. Per questo la domanda sottesa all’evento, è se possa, finalmente partire (da qui e non solo!) un nuovo progetto politico il cui collante sia un coraggioso “riformismo radicale”. Manfredi sembra fiducioso.

1 commento

  1. L’ elenco dei problemi lo sanno fare tutti, più difficile l’ elenco delle priorità e almeno qualche tentativo di proposta.La presenza di Conte riduce molte speranze.

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