Il Presidente Mattarella ha celebrato la giornata del 25 aprile esprimendo quest’anno a chiare lettere di non voler seguire un sentimento celebrativo di maniera, di non voler scrivere una storia chinando la testa a posizioni ideologiche, ma di sentire il desiderio di rendere onore ai protagonisti: i giovani, i contadini, le donne, le famiglie, i sacerdoti, i Carabinieri, tutti coloro che questa storia la scrissero con la loro vita. Vite dedicate alla Liberazione dal nazi-fascismo, vite che generarono esperienze dolorose, come pure momenti fondamentali per la futura democrazia e la prosperità del nostro Paese.  Acquista ancor più valore la scelta del Presidente di celebrare la giornata nel territorio di San Severino Marche, situato su quella linea virtuale che divideva orizzontalmente l’Italia, “esempio di sacrificio e virtù civica”, nel quale operarono protagonisti che avrebbero contribuito non solo agli eventi di liberazione ma anche alla costruzione di un Paese libero, democratico, prospero e soprattutto pacifico.

Dunque nessuna banalizzazione o revisione storica, ma consapevolezza di un percorso storico che non si è concluso, al quale attingere in un processo continuo di ferma crescita. Il richiamo forte del Presidente alla pace ed al disegno dell’unità europea, stigmatizza ogni velleità di rimozione dei percorsi democratici costruiti negli ultimi 80 anni e reclama un impegno urgente e indispensabile a raccoglierci intorno alla nostra Costituzione, guardando con fiducia alle sfide del futuro, insieme agli altri popoli europei.

Eppure questa giornata è trascorsa tra polemiche, scontri e aggressioni, trasformandosi in un momento di forte polarizzazione politica e sociale. Merita invece rammentare le parole di Piero Calamandrei che invitava ad “(….) andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione (….) su quelle montagne dove caddero i partigiani…” perché da lì hanno preso vita i diritti fondamentali e tutte le conquiste pagate con il loro grande sacrificio.

Il Comune di Roma quest’anno ha fatto qualcosa in più, ha collegato il ricordo della Liberazione alle 21 madri costituenti. I volti di Teresa Noce, Maria Agamben, Nilde Iotti, Lina Merlin, Angela M. Guidi sono ricordate con un GRAZIE attraverso un linguaggio grafico che richiama la pop art e il fumetto che ritrae queste figure straordinarie nella loro giovinezza, per riportare alla contemporaneità tutta l’energia e determinazione della loro azione politica e civile. Donne che si sono distinte per il loro impegno nell’emancipazione femminile, la parità tra i generi, la giustizia sociale e i diritti civili. Protagoniste della vita politica democratica, modelli di partecipazione attiva durante i lavori parlamentari e che ricoprirono importanti incarichi di governo.

 

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