Se Pasqua è speranza, in che cosa possiamo sperare in questa tormentata congiuntura della storia?
Sul piano culturale, etico, i valori fondanti la convivenza – pace, libertà, parità, solidarietà, rispetto – sono spudoratamente calpestati. Sul piano politico, le democrazie sono in crisi e vengono piegate ai populismi e trasformate in dittature elettive. Sul piano economico, si allargano le disuguaglianze tra ricchi e poveri e si allungano le distanze tra centri e periferie. Sul piano scientifico l’IA, portatrice di un potenziale smisurato, apre un’incognita senza precedenti sull’identità personale, e i cambiamenti climatici provocano la nostra insipienza.
Di fronte a questo scenario inedito, nel quale sembra che il mondo stia collassando, ciò che mina davvero la speranza non sono tanto le difficoltà e le contraddizioni del presente – la storia ci conforta ricordando altri momenti drammatici, poi superati – quanto il succedersi degli avvenimenti apparentemente inesorabile, il loro sovrapporsi e intrecciarsi fino a formare una inestricabile matassa, di fronte alla quale appare ancor più clamorosa la passività incredula o disattenta, l’assuefazione, quando non la condivisione, dei più.
Insomma, conniventi o resistenti, sembriamo tutti impotenti di fronte al corso degli eventi.
Ciononostante, poiché sperare è come nutrirsi per vivere, dobbiamo impegnarci al limite delle nostre forze e delle nostre possibilità per trovare un bandolo, un filo conduttore da tirare per sciogliere i nodi. Cominciamo con l’aiutarci pensando alla ricchezza e pluralità delle speranze possibili.
C’è la speranza della fede. Proprio Pasqua la ripropone ai credenti con la memoria della Resurrezione. Una morte che è rinascita; possibilità, cioè, di un altro futuro, di un mondo nuovo. Un tema presente in quasi tutte le religioni. Ma non solo. La cultura laica è intrisa di speranza: il progresso; l’illuminismo; il “sole dell’avvenire” hanno accompagnato da sempre l’umanità. In sostanza, fede e volontà ci offrono una possibilità di futuro, di miglior futuro, e ci dicono che non siamo impotenti.
C’è poi una speranza fondata sull’evidenza storica. In effetti, con tutte le contraddizioni e le tragedie che conosciamo, il percorso dell’umanità è un costante avanzamento di civiltà. Si può essere legittimamente pessimisti, ma il mondo di oggi, per molti versi disperato e compromesso, è invece – oggettivamente – di gran lunga migliore del passato. Questa coscienza non cancella i rischi del presente e non ci tranquillizza di fronte alle prospettive, ma ci offre una motivazione decisiva per non mollare, per non arrenderci.
Queste tre forme di speranza – religiosa, filosofica e storica – prendono corpo nella testimonianza di milioni di persone che vivono la loro vita orientate al bene comune e a quello individuale. Una incredibile forza che resiste e ripropone, ogni giorno, una positività inesauribile.
Infine, c’è una speranza “moderna”, possibile solo dopo Freud e Einstein: la consapevolezza della relatività del nostro tempo, dello spazio e della realtà che ci circonda. La coscienza, cioè, che l’onda lunga della storia travalica l’orizzonte temporale della nostra parziale contemporaneità. C’è un futuro a prescindere da noi, ma in buona parte da noi modellabile.
Certo, la fiducia negli avanzamenti della storia deve mettere nel conto che potremmo non essere noi, il nostro mondo, l’Occidente, questo Occidente, ad essere i protagonisti del futuro. Ma, quel che conta, è che la costruzione del mondo nuovo riponga fiducia e speranza nelle persone, tutte insieme, più che nelle strutture.
“Le civiltà nascono, crescono e muoiono. Ma come le ondate dell’alta marea penetrano ciascuna un po’ più a fondo nell’arenile, così l’umanità avanza sul cammino della storia”:
Paolo VI (Populorum Progressio, capitolo 17).
In questo drammatico crocevia del nostro tempo, in questa Pasqua addolorata abbiamo ancora ragioni e motivi di speranza…
Auguri!

Siamo tutti appesi al filo della Speranza. Sembra debole e la sua forza sta nella capacità di intrecciarsi con altri. La fede da sicurezza a chi si affida alla Parola che Salva.
Buona Pasqua di Resurrezione.