A noi di ReS, che siamo animati da spirito critico, non sfuggono le problematiche esistenti e le opportunità da cogliere. La società, ce lo diciamo spesso, è molto cambiata, non solo nei misuratori classici come ad esempio il caro vita, il potere d’acquisto, il Pil, la vivibilità delle nostre città, la qualità dei servizi, ma proprio nella percezione del futuro e nella predisposizione ad andare al fondo dei problemi analizzandone il cuore.

Negli ultimi anni è come se avessimo subito un mutamento antropologico, l’uomo si è trasformato ed è molto più sensibile alla pancia che al cuore. Insomma, un imbrutimento generale troppo spesso comandato da istinti più che dal cervello.

In questo contesto si sono affermate  personalità che promettono soluzioni semplici a problemi complessi, gli influencer si affermano come opinion leader e purtroppo abbiamo assistito ad un arretramento dei movimenti o partiti che sono animati da un dibattito democratico con una visione lunga della società.

Come invertire la tendenza? Solo con un  forte lavoro culturale prima e sociale poi possiamo riportare le persone a dialogare e ad esprimersi facendoli tornare a partecipare alla vita pubblica.

I luoghi possono essere tanti che aiutano in questo percorso: la scuola, le parrocchie, le contrade e i circoli  ma dobbiamo iniziare sicuramente dalla famiglia a far dialogare i nostri figli, sconfiggendo la deriva social.

Noi come ReS possiamo fare la nostra parte orientando l’opinione pubblica e ripartendo dalla cultura. A Siena organizzeremo un evento pubblico il prossimo 17 maggio sul tema “L’attualità del pensiero di San Bernardino”, e nella seconda metà dell’anno stiamo calendarizzando un altro evento pubblico su “L’intelligenza artificiale, visione, crescita, futuro”.

Sul primo evento: perché riscoprire le orme e le prediche di San Bernardino cercando di attualizzarne i contenuti?

La risposta è semplice: perché a 600 anni di distanza la ricetta di San Bernardino è di un’attualità disarmante.

Non è forse vero che siamo attanagliati da guerre faziose, da malaffare e malcostume, e da poteri che latentemente opprimono i giusti?

Allora per noi riformisti studiare e analizzare il pensiero bernardiniano diventa illuminante, oltre a riscoprire il gusto di una vita sobria che diventa liberante.

Sul secondo evento: c’è assolutamente bisogno di analizzare il fenomeno I.A. dal punto di vista non solo scientifico ma soprattutto umanistico. Su questo fenomeno emergente si è espresso con grande determinazione S.E. il Card. Ravasi, che sostiene che l’uomo sapiente riesce a stare in mezzo. Qualche volta sei un po’ integrato, qualche volta un po’ apocalittico, ma lo sforzo dovrebbe essere quello. Il sapiente è colui che sta sulla frontiera. E’ difficilissimo, è più facile stare di qua o di là: negare la scienza, i vaccini, il riscaldamento globale, o invece scivolare dentro, perché le grandi corporation ti dicono: “Non puoi farne a meno”, e alla fine sei circondato. Bisogna sempre tentare di stare in mezzo, questa è la grandezza della persona umana.

Per entrambi gli eventi abbiamo ricercato partnership come la Diocesi di Siena e Confindustria, e selezionato i massimi esperti sui temi, come i professori Giovanni Minnucci e Giacomo Todeschini, e il Card. Augusto Paolo Lojudice su San Bernardino.

Mentre sull’iniziativa dedicata all’I.A. avremo il professor Luca Longo, nominato personalità dell’anno 2023 all’Università di Dublino, oltre naturalmente ad altri interlocutori e al nostro Presidente Pier Paolo Baretta, che dall’alto della sua esperienza arricchisce da sempre i nostri eventi rendendoli unici.

Nel contempo non abbiamo abbandonato la formazione, che ha caratterizzato per molti anni il nostro “core”, ma piuttosto stiamo mettendo a punto una fattiva collaborazione con gli I.T.S., dando nuova vita ai format e nuove opportunità ai giovani.

Insomma, in questo nuovo corso di ReS ci sentiamo dentro a pieno titolo e ci impegneremo fino in fondo per cercare di innalzare il dibattito culturale, per poi cercare di democratizzare maggiormente una società che in questa fase post-pandemica ci sembra oggettivamente involuta culturalmente, e che ha smarrito la voglia di sognare.

 

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