A cura di Anna Gelli e Alessandro Conforti

Vinitaly affonda le sue radici nel 1933 a Siena, presso l’Enoteca Italiana, in pieno regime fascista. Un evento celebrato in grande stile, testimoniato anche dai filmati dello Istituto Luce, che oggi offrono uno spunto di riflessione sui cambiamenti sociali e culturali nel tempo.

La prima edizione a Verona risale al 1967, con il nome “Giornate del Vino Italiano”, diventato ufficialmente Vinitaly nel 1971. Oggi, con 58 edizioni alle spalle e quasi sessant’anni di storia veronese, la manifestazione rappresenta un pilastro internazionale del settore.

L’edizione 2026 ha confermato il suo successo: 4.000 espositori, 18 padiglioni su 100.000 mq, 97.000 operatori da 130 nazioni e oltre 1.000 top buyer da 140 Paesi. Un clima di grande concretezza, pur nella consapevolezza delle sfide globali.

Da inviati ReS abbiamo vissuto un’esperienza intensa e formativa, immersi in un contesto di “euforica laboriosità” in una città come Verona, capace di coniugare tradizione, modernità e bellezza.

Questa esperienza si collega al nostro percorso associativo e all’evento culturale “Vino Insieme”, realizzato lo scorso autunno a Siena, con grande successo. Il vino, prodotto identitario del territorio senese, è stato inserito nel progetto più ampio “Giubilo in Siena”.

La seconda edizione di “Vino Insieme” si terrà il 23 ottobre 2026 e sarà ancora un evento culturale, focalizzato su tre temi fondamentali:

  • Vino e Vangelo
  • Vino e Salute
  • Vino e Territorio

Non una fiera commerciale, ma un momento di confronto tra operatori, consorzi, giornalisti, blogger e consumatori.

Abbiamo raccolto dati da circa 100 aziende (prevalentemente nel padiglione Toscana). I risultati sono chiari:

  • Collaborazione con università: 10/10
  • Importanza dell’enologo: 8/10
  • Tracciabilità: 10/10
  • Sostenibilità: 10/10
  • Interesse per vino dealcolato: 3/10

Emergono alcune linee guida:

  • Centralità della ricerca e della qualità
  • Importanza del fattore umano rispetto all’AI
  • Forte attenzione a sostenibilità e tracciabilità
  • Interesse limitato (almeno in Toscana) per il vino dealcolato

Sul tema giovani, la chiave è chiara: educazione al consumo e comunicazione più moderna, soprattutto attraverso i social.

Le principali criticità riguardano:

  • Mercati internazionali complessi
  • Calo dei fatturati
  • Necessità di innovazione e ottimizzazione

Il mercato estero resta decisivo, soprattutto alla luce della contrazione della domanda dagli Stati Uniti.

Il vino non è più solo prodotto, ma esperienza. Crescono:

  • enoturismo
  • percorsi esperienziali
  • abbinamenti con cucine internazionali

Un esempio emblematico è Sandro Bottega, che ha saputo intercettare nuovi mercati con prodotti come il “Gold”, apprezzato anche in contesti come la cucina asiatica.

A Vinitaly abbiamo rafforzato relazioni con importanti realtà:

  • Consorzio del Brunello di Montalcino
  • Consorzio Chianti Classico
  • Consorzio Vino Nobile di Montepulciano
  • Consorzio Vernaccia di San Gimignano

E aziende come:

  • Argiano
  • Ciacci Piccolomini d’Aragona
  • Ruffino

Grande successo anche per Vinitaly and the City, format accessibile e molto apprezzato dai giovani.

Vinitaly si conferma la più importante fiera internazionale del vino, ma anche un

Alessandro Conforti e Anna Gelli

osservatorio privilegiato su un settore in evoluzione.

Il vino è:

  • economia
  • cultura
  • identità

Serve oggi un approccio nuovo: scientifico, culturale e comunicativo, per proteggere e valorizzare questo patrimonio.

Torniamo da Vinitaly carichi di entusiasmo e determinati a promuovere una nuova cultura del vino.

Appuntamento: 23 ottobre 2026 – Siena, seconda edizione di “Vino Insieme”

Grazie a RES per questa straordinaria opportunità.

Anna Gelli e Alessandro Conforti
Inviati RES

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QUESTIONARIO

Domanda 1:
La collaborazione con università e centri di ricerca è importante?
Da 1 a 10 la risposta media registrata è stata 10. Questo dato mette in evidenza la necessità della continua ricerca nel settore e l’interesse da parte degli atenei, considerando il vino prodotto rappresentativo dei variegati territori, comuni, province e regioni d’Italia.

Domanda 2:
Quanto un enologo fa il successo della tua vinicola?
La risposta media è stata 8. Anche questo dato ci conferma che la sensibilità dell’uomo è di gran lunga più eccellente rispetto alla percezione dell’A.I.

Domanda 3:
Ritieni importante la tracciabilità del processo che porta al prodotto?
La risposta è stata 10. È facile comprendere quanto oggi sia importante conoscere l’origine, le uve, i vitigni e la loro esposizione solare, il tipo di terreno, i profumi delle piante che adornano e contornano la vigna.
L’uso del QR code in etichetta è una delle innovazioni più importanti per lo storytelling che accompagna un buon calice da degustazione.

Domanda 4:
La sostenibilità ambientale e sociale quanto è importante?
La risposta è stata 10. Da sempre l’agricoltore ha nella sua terra e nel suo vigneto il tesoro più grande: da millenni custodisce il creato e lo sostiene. Per i vigneti di nuova implementazione vengono fatti studi sul terreno, l’esposizione, il drenaggio e la distanza dei filari per i mezzi di uso in vigna.

Domanda 5:
Il vino dealcolato è un vostro obiettivo di mercato?
La risposta è stata 3. Decisamente una valutazione bassa. Infatti in Toscana è bassa la propensione a investire sul dealcolato, mentre questo trend è decisamente più alto nelle regioni del Nord. Nel raccogliere il dato si nota da parte del viticoltore un certo rammarico, dovuto principalmente a un fattore logistico: la difficoltà di avere uno spazio importante in cantina da dedicare al nuovo processo produttivo.

Domanda 6:
La riorganizzazione del ciclo produttivo per il vino dealcolato può rappresentare un costo difficilmente affrontabile?
La risposta è stata 3. Ciò ci dice che la sensibilità è alta, ma la realizzazione e i relativi investimenti sono spesso sopra le possibilità di spesa.

Domanda 7:
Il vino e i giovani: come rendere interessante il mercato del wine per la clientela giovanile?
Le risposte sono state un po’ articolate, ma tutti sostanzialmente hanno dato questa indicazione: educare a un consumo responsabile e parlare un linguaggio più attrattivo per le giovani generazioni. Ecco un cluster di mercato che potrebbe essere interessante raggiungere con i social.

Domanda 8:
Qual è la sfida maggiore che vi aspettate di affrontare nel prossimo futuro?
Le risposte sono molto diversificate e registrano un comune minimo denominatore: mantenere ai massimi livelli la qualità del prodotto e adeguare la propria realtà al passo coi tempi che cambiano, migliorando sia le reti commerciali con l’estero sia l’efficienza organizzativa, per coniugare ottimizzazione dei processi produttivi e migliorare le performance di fatturato.

Domanda 9:
Qual è la fiera alla quale non rinunceresti mai?
Tutti hanno risposto Vinitaly.

Domanda 10:
Una fiera non commerciale ma culturale la ritieni utile?
Tutti hanno risposto di sì ed è chiaro che il wine non è solo bere o business: è tradizione, convivialità, occasione sociale.

Domanda 11:
Una eventuale manifestazione culturale sui temi vino e salute, vino e Vangelo, vino e territorio la ritieni utile?
Tutti hanno risposto sì.

Domanda 12:
La collaborazione tra blogger e influencer la ritieni importante?
La risposta media è stata 8, quindi una valutazione alta.

Domanda 13:
Quanto influisce il marketing?
Tra pubblicità, gadget, packaging, prezzo, GDO?
Le risposte sono andate a premiare maggiormente il packaging, il prezzo e la pubblicità, anche se i viticoltori che hanno intercettato maggiormente i desideri del mercato non disdegnano, anzi, incorniciano le vendite con gadget e presenza sugli scaffali della grande distribuzione organizzata.

Domanda 14:
Ritieni interessante utilizzare antichi sistemi di vinificazione, ad esempio come facevano gli Etruschi: l’invecchiamento del vino sott’acqua o in anfora?
La risposta media è stata 8, quindi alta.

Domanda 15:
Cosa chiederesti al sistema legislativo italiano e comunitario per il supporto della crescita della tua attività?
Le risposte sono state molto articolate, ma possiamo sintetizzarle così: maggiori garanzie di tutela contro i dazi, minore burocrazia e fiscalità di vantaggio per superare le crisi.

Queste interviste sono state realizzate su un campione di circa 100 aziende, prevalentemente nel padiglione Toscana.

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