La mancanza di un’indicazione più dettagliata sulle priorità delle riforme necessarie; l’assenza di un richiamo sistematico alle raccomandazioni del Semestre europeo 2019 e 2020 e di un allineamento ai nuovi target climatici europei; il mancato approfondimento di obiettivi fondamentali come la giusta transizione, il piano Garanzia Giovani, l’Agenda europea delle competenze. Sono i principali limiti del piano italiano del Next generation EU individuati da Asvis nel rapporto “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Legge di Bilancio 2021 e lo sviluppo sostenibile”.

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza

Lo studio è stato presentato ieri in diretta streaming sui canali di ASviS, Ansa.it, ilsole24ore.com, repubblica.it e radioradicale.it, evento al quale sono intervenuti, tra gli altri, il Presidente della Camera, Roberto Fico, la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, la Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, Irene Tinagli.

“Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 rappresentano un quadro di riferimento fondamentale affinché il PNRR risulti sistemico e coerente, in linea con il nuovo corso delle politiche europee e, in particolare, del Next Generation EU. È importante che le azioni a breve termine siano motivate da obiettivi di lungo periodo, come chiede la Commissione europea”, sottolinea il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini. “Chiediamo che all’integrazione del PNRR partecipi la società civile, come richiesto dalle linee guida della Commissione”, aggiunge Stefanini. “L’ASviS e le oltre 290 organizzazioni aderenti sono disponibili a contribuire al dibattito e sottolineano la necessità di adottare una visione integrata del futuro”.

Perché ciò avvenga è necessario, secondo gli esperti di Asvis, dare vita a un Programma Nazionale di Riforma da disegnare nel quadro dell’Agenda 2030, come previsto anche dal Semestre europeo, e introdurre traguardi qualitativi, obiettivi quantitativi e tempi d’esecuzione. Solo così il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), predisposto dal precedente governo, sarà in grado di assumere quei caratteri di concretezza ed efficacia capace di rispettare le scadenze stringenti definite dalla Commissione europea.

Il piano, secondo gli esperti dell’Alleanza, dovrebbe essere riscritto considerando gli SDGs come quadro di riferimento privilegiato, nella prospettiva di orientamento al futuro del Next Generation EU, garantendo come anche richiesto dalla Commissione europea che “le azioni a breve termine siano motivate da obiettivi a lungo termine”.

Gli SDGs come strumento di governance, monitoraggio e verifica dei risultati

In questo quadro, l’ASviS indica l’opportunità di adottare gli SDGs come strumento di valutazione del PNRR nei suoi strumenti di governance verticale e orizzontale, nel monitoraggio e nella verifica dei risultati. “Incorporare Target e SDGs non è solo utile ai fini dello sviluppo sostenibile, ma rappresenta – si legge nello Rapporto – un valore aggiunto per la qualità e l’efficacia del PNRR, poiché rafforza la tenuta dell’insieme degli interventi, accresce il grado di coerenza e migliora l’orientamento ai risultati. Rappresenta di fatto il quadro di sistema che consente di armonizzare le strategie, combinare le risorse, allineare gli interventi, assicurando efficienza ed efficacia delle misure e sinergie di sistema. Lo stesso Regolamento UE e le relative Linee guida per i PNRR chiedono la dimostrazione della complementarietà e coerenza tra il Piano e tutte le altre politiche. Gli SDGs rappresentano il linguaggio comune e lo strumento di supporto per la verifica e dimostrazione di coerenza”.

I sei pilastri della strategia UE e il Pnrr

Transizione verde; trasformazione digitale; crescita intelligente sostenibile e inclusiva; coesione sociale e territoriale; salute e resilienza economica, sociale e istituzionale; politiche per la prossima generazione: sono questi i sei pilastri del regolamento UE e delle relative Linee guida della Commissione europea che sono alla base del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza. È da qui che parte l’analisi critica di Asvis che consente, in tal modo, di riuscire a comprendere come possono essere riorganizzati gli interventi nella riscrittura del PNRR.

Il Pnrr e il ruolo della società civile

Il Rapporto sottolinea anche il ruolo fondamentale della partecipazione attiva della società civile nella fase di elaborazione e sviluppo delle misure del PNRR. Si tratta di un’iniziativa che consentirebbe di soddisfare le indicazioni del Regolamento UE per i PNRR e delle relative Linee guida. In tal senso, l’ASviS raccomanda che siano opportunamente integrati nello stesso le misure partecipative contenute nel Green Deal europeo e, specificamente, nella Legge europea per il clima e nel Patto per il clima, oltre alle misure di promozione alla partecipazione contenute nel recente Piano per la democrazia presentato dalla Commissione europea, incluso il riconoscimento fondamentale del coinvolgimento dei giovani nei processi consultivi e decisionali.

Per una lettura più approfondita si rimanda al documento integrale
e alle slide presentate dal Presidente Stefanini.

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