(dal sito ytali.com)

La questione giudiziaria che coinvolge pesantemente l’amministrazione veneziana e il suo Sindaco, è esplosa e farà il suo corso. Non entro, perciò, minimamente nel merito dell’indagine, se non per ricordare al leghista Bazzaro il greve attacco che mi fece quando, in occasione del primo consiglio comunale, dopo l’esito del voto del 2020, posi, assieme agli altri consiglieri di opposizione, la necessità, per la città, di un chiarimento, da parte del Sindaco sulla questione dei Pili. Chiarimento che non ci fu; anzi provocò un duro scontro, perché Brugnaro e i suoi rifiutarono ogni confronto e passarono agli insulti.

Lo scenario che si è comunque aperto necessita di una chiara gestione istituzionale e politica. Sul piano istituzionale: la dimensione dell’indagine (il Sindaco indagato; un Assessore arrestato; coinvolti funzionari e vertici delle partecipate) è tale che la città è oggettivamente senza una guida certa e affidabile. La questione, qui, non è se Brugnaro e i suoi sono innocenti o meno; ma se sono in grado, in queste condizioni, di governare la città. È difficile pensarlo.

Gli appuntamenti internazionali che Venezia ha davanti a sé nelle prossime settimane, le scadenze amministrative autunnali, sono tali da rendere necessario e improcrastinabile una governance presentabile e affidabile. Come si dice in questi casi: niente di personale e, aggiungerei, niente di politico, ma le dimissioni del Sindaco e della giunta non sono evitabili. Verrà un Commissario governativo e si prepareranno nuove elezioni (peraltro la scadenza naturale è tra poco più di un anno). Questa è la democrazia.

(Foto di Joshua Stannard su Unsplash)

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