Non è passata inosservata la lettera congiunta con la quale tre cardinali statunitensi di primo piano hanno criticato l’indirizzo della politica estera americana sotto l’amministrazione Trump. I tre porporati (Blase Cupich, che guida l’Arcidiocesi di Chicago, una delle più grandi degli Stati Uniti con circa due milioni di cattolici e una vasta rete di parrocchie, scuole e servizi sociali, Robert McElroy di Washington e Joseph Tobin di Newark) nella lettera non menzionano direttamente il presidente, ma nel loro documento definiscono “ridotto a categorie partigiane” il ruolo che gli Stati Uniti hanno assunto Stati Uniti nella “gestione del male”, nel sostegno alla vita e nella promozione della dignità.

La dichiarazione è intitolata “Tracciare una visione morale della politica estera americana”, e giunge in una fase storica molto delicata, dopo l’intervento militare in Venezuela e le minacce di acquisire la Groenlandia. Secondo i cardinali, questo comportamento suscita “molte domande sull’uso della forza militare e sul significato della pace”, e rischia di produrre “immense sofferenze” se non è contraddistinto da valori etici condivisi.

Il messaggio si ispira apertamente alla dottrina sociale della Chiesa e agli indirizzi del papa, richiamando l’attenzione su una politica estera che rispetti la libertà religiosa, la dignità umana e il diritto alla vita, e auspica che la forza sia considerata solo come ultima risorsa. La presa di posizione dei tre cardinali segna un’ulteriore frattura tra parte della leadership cattolica americana e l’amministrazione Trump, ampliando il dibattito interno sul ruolo degli Stati Uniti nel mondo e la responsabilità morale delle sue scelte globali.

Leggi la lettera in versione originale

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