Oggi, 2 giugno, festa della Repubblica, alla presenza delle più alte cariche dello Stato e di circa 280 sindaci e amministratori con la fascia tricolore, il Capo dello Stato ha ricordato l’importanza delle scelte fatte 80 anni fa, dopo gli orrori della guerra e del fascismo: il voto alle donne, la scelta della forma di Governo repubblicana e la scrittura della Costituzione.
Il diritto del voto alle donne rappresenta ancora oggi una conquista determinante per l’emancipazione femminile e per l’assetto democratico del Paese. Momenti importanti nella vita sociale ed economica dell’Italia. Poi la scelta della Repubblica, che ha consentito la scrittura della nostra Costituzione, ‘casa comune’, come la definisce il Presidente, che ha determinato il compimento della piena libertà. E dopo ottanta anni, sono stati emessi due francobolli per sottolineare l’importanza che hanno assunto le scelte politiche di quegli anni, anche grazie al contributo delle donne. Fu il Consiglio dei Ministri del 30 gennaio 1945 che esaminò per la prima volta l’estensione del voto, creando le condizioni per la partecipazione femminile alle prime elezioni amministrative postbelliche sancite con decreto n.74 del 10 marzo 1946. Fu così che le donne con almeno 25 anni di età ebbero il diritto di votare e di essere votate. Da quelle urne uscirono per la prima volta i nomi di 12 donne che divennero sindaco.
L’estensione del suffragio è certamente legata alla straordinarietà del momento storico e al riconoscimento del ruolo svolto dalle donne durante gli anni difficili dei conflitti mondiali, ma va soprattutto considerato come il risultato di un lungo percorso per il riconoscimento della parità dei diritti, che riguardava sia l’ambito politico che la condizione giuridica delle donne e il loro spazio pubblico.
Fu così che il 2 giugno 1946, in occasione del referendum istituzionale per la scelta tra Monarchia e Repubblica, si recò alle urne l’89% delle donne, che parteciparono per la prima volta autonomamente all’elezione dei rappresentanti all’Assemblea costituente.
Ricordiamo alle giovani generazioni, che la democrazia è nata nel nostro Paese soprattutto grazie alla partecipazione attiva delle donne, che dal 2 giugno 1946 hanno contribuito di diritto a quelle riforme epocali che oggi garantiscono la parità e l’eguaglianza di tutti i cittadini nella società, nei luoghi di lavoro, nelle cariche elettive, in famiglia, nelle professioni.
E grazie al raggiungimento del diritto pieno di cittadinanza delle donne, oggi diciamo che la visione femminile della società, con i diversi bisogni e gli stessi diritti di affermazione di ciascuno, è determinante per la crescita di tutto il Paese.

