Una tavola rotonda ricca di spunti e molto partecipata ha dato formalmente il via, a Siena, al percorso formativo organizzato da Res Toscana. Il corso, dal titolo “Competere nell’epoca delle grandi transizioni”, è giunto alla sua sesta edizione e si pone come obiettivo quello di fornire conoscenze aggiornate relative alle competenze, alle tecniche e agli strumenti per la progettazione di uno sviluppo territoriale coerente con gli obiettivi indicati dalla Commissione europea nel piano Next generation. Grazie al corso, inoltre, si faciliterà l’incontro tra i partecipanti e le realtà aziendali del territorio che parteciperanno alle giornate, portando la propria esperienza, sia per quanto riguarda le lezioni frontali che durante il Career day.
Alla tavola rotonda hanno partecipato Angelo Riccoboni (professore ordinario di Economia aziendale all’Università di Siena e presidente della Fondazione Prima), Roberto Pistonina (segretario generale aggiunto Cisl Toscana), Massimo Umiliati (Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Siena, Colle Val D’Elsa, Montalcino). Ha chiuso i lavori Pier Paolo Baretta (presidente di ReS). Prima della tavola rotonda ci sono stati gli interventi di Stella Teodonio (Consiglio direttivo ReS) e Alessandro Conforti (ReS Toscana).
IL VIDEO CON LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI
“In questo momento di transizione – ha detto Riccoboni – ci sono molte opportunità professionali nei nuovi settori, e quindi c’è la creazione di nuovi posti di lavoro. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile rappresenta un piccolo miracolo, visto che è riuscita nell’intento di mettere d’accordo 193 Paesi, che insieme rappresentano il 70% del Pil mondiale. Ma perché ci sia la ripresa dobbiamo dare certezza agli investitori, e bisognerà dedicare una attenzione crescente verso le categorie penalizzate. Ci saranno grandi cambiamenti anche per quanto riguarda le professioni, molti lavori attuali saranno fortemente marginalizzati. E’ per questo motivo che bisognerà avere a cuore non solo la sostenibilità ambientale, ma anche quella sociale. Dobbiamo affrontare il futuro non con le fake news o con la bolla dei social: i giovani devono appassionarsi allo spirito critico, e per fortuna sto notando un risveglio delle nuove generazioni. .Infine – ha concluso – ci tengo a ribadire che l’Unione europea sta tracciando la strada giusta per il Covid. Dobbiamo davvero essere fieri e orgogliosi di essere europei”.
Pistonina ha iniziato il suo intervento parlando di formazione: “Si tratta di uno strumento essenziale in tutti i campi della vita, in particolare nel lavoro. La formazione a pioggia, con finanziamenti pubblici, a volte non risulta essere mirata alla costruzione di percorsi professionali seri per i giovani. Deve essere un impegno comune delle parti quello di provvedere a una formazione efficace per i giovani, è interesse della collettività. Bisogna inoltre avviare percorsi comuni tra le esigenze delle aziende e le azioni formative nelle scuole. In Cisl – ha aggiunto – la partecipazione è un tema presente da decenni. Partecipare vuol dire essere corresponsabili nei confronti degli obiettivi dell’azienda. Nel ’92/’93 abbiamo inventato noi la concertazione, per superare una fase di forte difficoltà. Mettere in campo le diverse forme di rappresentanza, aziendale ma anche politica, ci permette di fornire le giuste risposte alle sfide difficili nelle quali ci imbattiamo. Nei prossimi anni esordiranno nuovi lavori, ma forse non siamo ancora pronti a formare i giovani. Bisogna prepararli al meglio e quindi essere in grado di dare risposte alle richieste delle aziende”.
“La Diocesi di Siena – ha detto Umiliati – è perfettamente in linea con Papa Francesco e con i contenuti delle due encicliche, “Laudato si'” e “Fratelli tutti”. Tutti noi siamo impegnati nel gestire questa transizione, che è insieme digitale, economica, ambientale. ReS in questo senso assume un ruolo importantissimo: quello di riqualificare il dibattito politico, che sembra perdere colpi, come dimostra anche la scarsa affluenza al voto. Noto molta disaffezione tra i cittadini, forse perché stufi di una politica gridata, che studia poco e che non dà un senso di orizzonte, limitandosi invece a occuparsi dell’immediato”, ha concluso.
